Manovra: il decreto fiscale è legge

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decreto fiscaleÈ legge il decreto fiscale, dopo il via libera dell’Aula del Senato alla fiducia chiesta dal governo sul decreto collegato alla manovra. Il sì di Palazzo Madama arriva con 162 voti favorevoli, 86 voti contrari e un astenuto. Rispetto alla versione originaria del D.L. n. 193/2016, nel testo sono state inserite diverse modifiche.

Una delle principali novità introdotte dal decreto è la soppressione di Equitalia e l’istituzione di un nuovo ente di riscossione. Le società del Gruppo Equitalia saranno sciolte dal 1° luglio 2017, e l’attività di riscossione sarà svolta dal nuovo ente Agenzia delle Entrate-Riscossione. Il nuovo ente pubblico economico, che subentra ad Equitalia a titolo universale, è sottoposto all’indirizzo del Ministero dell’Economia e delle finanze, ed è controllato dall’Agenzia delle Entrate. La rottamazione delle cartelle potrà essere effettuata anche per i carichi affidati a Equitalia nel 2016, con una rateizzazione in cinque rate – di cui tre da versare nel 2017, due nel 2018, fermo restando l’obbligo di pagare almeno il 70% nel 2017.

Il decreto, inoltre, consentirà la riapertura dei termini della voluntary disclosure. Sarà così estesa l’emersione volontaria delle attività e degli investimenti detenuti all’estero in quanto potenzialmente suscettibili di produzione di redditi imponibili in Italia (sfuggiti però alla tassazione in Italia in quanto non dichiarati), nonché il rientro dei capitali all’estero.

Altra importante novità è l’introduzione del pacchetto semplificazioni, che spazia dalla soppressione degli studi di settore alla sospensione feriale dell’attività dell’Amministrazione finanziaria nei confronti dei contribuenti, dallo slittamento dei termini di versamento delle imposte di UNICO e dei termini di presentazione del 730 precompilato.

Il nuovo decreto fiscale porterà anche delle novità riguardanti le comunicazioni Iva. I liberi professionisti dovranno presentare ogni tre mesi le fatture emesse, le ricevute e le liquidazioni Iva. Una mancata comunicazione fiscale sarà punita con sanzioni meno severe rispetto al passato, infatti il contribuente verserà 1 euro per ogni fattua, fino a un massimo di 500 euro a trimestre, se effettuerà la trasmissione entro i primi 15 giorni dalla scadenza. Superati questi termini, la sanzione salirà a 2 euro per fattura finoa un massimo di 1.000.

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