Per ripartire la base è il lavoro. ( Festival del lavoro , V edizione – Fiuggi)

Grande successo di partecipazione , ospiti e contenuti per la manifestazione di Fiuggi.
Un successo di partecipazione, ospiti e contenuti. Si può sintetizzare così la V edizione del Festival del lavoro e 18° Congresso nazionale che l’ha preceduto, organizzati a Fiuggi dall’ordine dei consulenti del lavoro e dalla Fondazione Studi.
Quattro giornate ricche di incontri, riflessioni, proposte e dibattiti con politici, parti sociali, rappresentanti del mondo dell’industria e delle imprese, intellettuali sul tema più importante del nostro Paese: il lavoro. Con «le scelte di oggi e il lavoro di domani», titolo del congresso, i consulenti del lavoro hanno voluto analizzare i fattori che frenano la crescita delle imprese e, quindi, dell’Italia e formulare, insieme a tutte le parti coinvolte, la ricetta migliore con cui rimettere in moto il sistema.
Tanti i momenti topici del congresso: dalla celebrazione dei 50 anni della legge n. 1081, che ha istituito l’albo dei consulenti del lavoro, alle testimonianze dei decani della categoria, che sono stati omaggiati con il libro pubblicato dal Consiglio nazionale dell’ordine «50 anni 1964-2014 Storia, impegno e valori di 50 anni di professione»; simbolo di una staffetta generazionale che la categoria ha già attuato e che rappresenta il motivo con cui i giovani oggi possono rivendicare il ruolo sociale e professionale che viene loro riconosciuto.
Ripercorrendo il mezzo secolo di storia della categoria, è emersa chiaramente l’immutata voglia di crescere guardando già ai prossimi 50 anni. La presidente nazionale Marina Calderone ha voluto, infatti, sottolineare ancora una volta l’essenza e il valore delle libere professioni, che svolgono quella funzione sussidiaria fondamentale per tutelare gli interessi dei cittadini e per supportare lo stato, che attraverso di loro si libera di quei costi che non è più in grado di sostenere.
Al congresso è stata inoltre presentata l’indagine sulle esigenze delle pmi, effettuata su un campione di imprese rappresentative, per analizzare su quali fattori competitivi si debba puntano per far ripartire le imprese e in quali settori ci siano già grandi aspettative di sviluppo. Così come è stato annunciata l’approvazione del codice di autoregolamentazione dello sciopero dei consulenti del lavoro, che fornisce agli stessi uno strumento indispensabile per dare voce alle giuste rimostranze verso situazioni burocratiche che paralizzano le attività di aziende e studi professionali e, nel contempo, i cittadini e i lavoratori.
A voce alta e forte i consulenti hanno dichiarato la loro voglia di cambiare e lo hanno fatto presentando il loro manifesto di riforma del titolo V alla presenza del ministro del lavoro Giuliano Poletti, intervenuto ai lavori congressuali. Secondo la categoria, infatti, una revisione dell’articolo 117 della Costituzione è urgente e doverosa per poter restituire efficienza allo stato e garantire costi minimi ai cittadini. Il ministro, dopo aver ascoltato le proposte, si è definito firmatario «morale» del manifesto, confermando anche la disponibilità a modificare l’Irap che deprime le imprese, affinchè il cambiamento già in atto nel mercato del lavoro possa dare la possibilità di monitorare gli effetti delle regole e di cambiarle adattandole alle reali esigenze. «Obiettivo quinta settimana» è stato, invece, il titolo provocatorio dell’edizione 2014 del Festival del lavoro, inaugurata con un’intervista esclusiva ad Andrea Camilleri e caratterizzata da numerosi eventi in contemporanea. Centottanta relatori, due dirette televisive, dieci eventi al Palaterme e altri 36 incontri negli spazi allestiti presso la Fonte Anticolana di Fiuggi.
Una kermesse che anche quest’anno ha permesso di vivere da protagonista un momento significativo e prerogativo di decisioni importanti per il paese. Tanti i tavoli tecnici aperti con gli esperti per affrontare quelle criticità vissute ogni giorno negli studi, così come sono stati tanti i temi condivisi con le varie componenti di governo che hanno partecipato al festival: dalla sicurezza sul lavoro al ruolo delle funzioni pubbliche, dalle riforme costituzionali alla burocrazia, dallo sviluppo economico alle politiche attive e alla garanzia giovani. La centralità dei professionisti è stata rivendicata anche dalla presenza sul palco del festival del sottosegretario all’economia Enrico Zanetti, del sottosegretario al lavoro Luigi Bobba, dei due vicepresidenti della Camera Luigi Di Maio e Simone Baldelli, intervenuti sul tema dei fondi alle microimprese e della riforma del lavoro, dal collegamento telefonico con il ministro dell’intemo Angelino Alfano, che ha definito i professionisti «depositari di un immenso patrimonio immateriale che si chiama fiducia» senza la quale l’Italia non reggerebbe. Proposte e riflessioni sulla legge delega in discussione in Parlamento sono giunte anche dagli ex ministri del lavoro presenti a Fiuggi: Cesare Damiano, Maurizio Sacconi e Tiziano Treu; così come la necessità di prevenire i rischi d’infortuni, creando un welfare anche per lavoro autonomo durante il confronto fra la presidente Calderone e il ministro della salute Beatrice Lorenzin, in collegamento video.
Grande partecipazione anche agli eventi collaterali del festival: dalla notte bianca al festival run, dal concerto di Edoardo Bennato agli spettacoli serali, dal question time con gli esperti alle presentazioni dei libri, dalle interviste alla web radio con i protagonisti del festival ai quiz di lavoro per orientare i giovani. Un’altra edizione di successo per riaffermare il valore delle competenze e l’unità delle professioni, con un augurio particolare ai giovani, affinchè possano prepararsi adeguatamente per diventare la classe dirigente di domani.

fonte: ItaliaOggi

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A cura di : Redazione web

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