Caporalato: approvato il nuovo disegno di legge

Caporalato: approvato il nuovo disegno di legge
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Dalla Camera arriva un segnale importante per la lotta al caporalato. Il nuovo disegno di legge, voluto dal ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina, è stato approvato in via definitiva: 346 i voti a favore (Pd, Si, M5s, FdI, Socialisti, Ap) e nessun contrario. Si sono astenuti i deputati di Forza Italia e della Lega.

Ecco le principali novità:

Responsabilità del datore di lavoro

Il provvedimento riscrive la norma precedente indicando un inasprimento delle pene soprattutto per quanto riguarda la responsabilità del datore di lavoro: attraverso la modifica dell’articolo 603-bis del Codice penale relativo all’intermediazione illecita e allo sfruttamento del lavoro, si prevede la reclusione da uno a sei anni (più una multa da 500 a mille euro per ciascun lavoratore), reclusione che sale da cinque a otto anni in caso di minacce o violenze (parimenti la multa sale da mille a duemila euro per lavoratore). Inoltre, si stabiliscono ulteriori aggravanti se il numero dei lavoratori sfruttati è superiore a tre o se vengono reclutati minori.

Indice di sfruttamento

Esso costituisce un parametro da tener presente nell’analizzare, e successivamente giudicare, le diverse situazioni di caporalato. Bisogna considerare la sussistenza di una o più delle seguenti condizioni: la reiterata corresponsione di retribuzioni in modo palesemente difforme dai contratti collettivi nazionali o territoriali; la reiterata violazione della normativa relativa all’orario di lavoro, ai periodi di riposo, al riposo settimanale, all’aspettativa obbligatoria, alle ferie; la sussistenza di violazioni delle norme in materia di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro; la sottoposizione del lavoratore a condizioni di lavoro, a metodi di sorveglianza o a situazioni alloggiative degradanti.

Supporto dei lavoratori stagionali

L’articolo 9 prevede la predisposizione di un piano di interventi contenente misure per la sistemazione logistica e il supporto dei lavoratori che svolgono attività lavorativa stagionale di raccolta dei prodotti agricoli, unite a forme di collaborazione trasparenti e legali con le sezioni territoriali della rete del lavoro agricolo di qualità. Un piano che deve necessariamente nascere dalla collaborazione tra le autorità coinvolte nella vigilanza e nella tutela delle condizioni di lavoro nel settore agricolo, prevedendo misure per la sistemazione logistica e il supporto dei lavoratori, e deve essere emanato entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del provvedimento in esame, previa intesa in sede di Conferenza unificata.

Confisca dei beni

Con l’intervento normativo si stabiliscono nuovi strumenti penali come la confisca dei beni come avviene con le organizzazioni criminali mafiose, l’arresto in flagranza, l’estensione della responsabilità degli enti. In Senato, inoltre, è stato introdotto l’allargamento del reato anche attraverso l’eliminazione della violenza come elemento necessario e che rendeva più complessa l’applicazione effettiva della norma.

Fondo antitratta

Le finalità del Fondo antitratta saranno estese anche alle vittime del delitto di caporalato. È stata riscontrata sempre più spesso, infatti, un’analogia tra le situazioni che coinvolgono le vittime del caporalato a quelle che coinvolgono le vittime della tratta; non a caso le stesse persone sfruttate nei lavori agricoli sono reclutate proprio usando i mezzi illeciti tipici della tratta di esseri umani.

Immensa soddisfazione anche da parte di chi questa legge l’ha fortemente voluta: “Lo Stato risponde in maniera netta e unita contro il caporalato con questa nuova legge attesa da almeno cinque anni -ha dichiarato il Ministro Martina – Ora abbiamo più strumenti utili per continuare una battaglia che deve essere quotidiana, perché sulla dignità delle persone non si tratta. E l’agricoltura si è messa alla testa di questo cambiamento che serve anche a isolare chi sfrutta e salvaguardare le migliaia di aziende in regola che subiscono un’ingiusta concorrenza sleale.”.

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