Somministrazione irregolare: atto di recesso verso il committente

image_pdfimage_print

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 17969 del 13 settembre 2016, ha chiarito che nel caso in cui un appalto venga disconosciuto e si ravvisi una somministrazione irregolare, tutti gli atti di gestione sostenuti dall’appaltatore si intendono svolti da chi ha utilizzato la prestazione.

Nello specifico, in caso di riqualificazione di un contratto di appalto come somministrazione irregolare di manodopera, tutti gli atti di gestione compiuti dall’appaltatore illecito si ripercuotono sul soggetto che in concreto ha utilizzato la prestazione lavorativa. In tal modo l’eventuale impugnazione stragiudiziale dell’atto di recesso intimato dal somministratore deve essere proposta, a pena di decadenza, contro il committente che agisce di fatto come datore di lavoro.

Ricordando, infatti, che il soggetto che utilizza le prestazioni di un dipendente somministrato, a prescindere dalla regolarità o illiceità del contratto, subentra attivamente e passivamente in tutti gli atti di gestione compiuti dal somministratore, ne consegue che il licenziamento deve essere impugnato in via stragiudiziale nei confronti dell’utilizzatore effettivo della prestazione lavorativa entro gli ordinari termini di legge pari a 60 giorni dal ricevimento della comunicazione del recesso.

Sull' autore

in collaborazione con dottrinalavoro.it
in collaborazione con dottrinalavoro.it 298 posts

www.dottrinalavoro.it è un sito privato di informazione sulle novità in materia di lavoro diretto dal dott. Eufranio Massi e curato dal dott. Roberto Camera.

Vedi tutti i post di questo autore →

Potrebbe interessarti anche

Dimissioni presentate sotto stress [Cassazione]

Con sentenza n. 30126 del 21 novembre 2018, la Corte di Cassazione, trattando la questione relativa alle dimissioni di un dipendente pubblico (al quale non si applica la procedura telematica prevista per il settore

Efficacia temporale della nuova disciplina delle mansioni

Il Tribunale di Roma, con sentenza depositata il 30 settembre 2015, si è pronunciato per la prima volta sull’efficacia temporale del nuovo art. 2103 c.c., modificato dal dlgs n.81/2015, che

Patto di prova: illegittimità del licenziamento

Nel caso di licenziamento per mancato superamento del periodo di prova, una volta accertata la nullità di tale clausola – perché il lavoratore era stato già testato a sufficienza con

0 Commenti

Non ci sono commenti al momento!

Puoi essere il primo a commentare questo post!

Lascia un commento