Società agricola: cambio di soci e agevolazioni fiscali

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L’art. 2, comma 4-bis, del D.L. 30 dicembre 2009, n. 194, convertito dalla L. 26 febbraio 2010, n. 25 prevede una disciplina agevolativa in materia di trasferimenti di terreni agricoli e relative pertinenze posti in essere a favore di coltivatori diretti ed imprenditori agricoli professionali, iscritti nella gestione previdenziale ed assistenziale, e che consiste nell’applicazione delle imposte di registro e ipotecaria in misura fissa e dell’imposta catastale nella misura dell’1%.

Un’ agevolazione che si estende anche a tutti i trasferimenti a titolo oneroso di terreni agricoli effettuati da società agricole qualificate IAP (Imprenditori Agricoli Professionali), considerando come tali tutte le società di persone, le cooperative e le società di capitali il cui statuto preveda, come oggetto sociale, l’esercizio esclusivo delle attività agricole elencate all’art. 2135 c.c.

Nella società di persone, almeno un socio deve essere in possesso della qualifica di imprenditore agricolo professionale, risultante dall’iscrizione all’INPS. Se questo socio viene cancellato dalla specifica gestione previdenziale o c’è una sua fuoriuscita dalla società, quest’evento determina la perdita della qualifica di IAP dell’intera società e, di conseguenza, la decadenza dalle agevolazioni fiscali fruite in relazione all’acquisto agevolato, sempre se tali eventi si verifichino prima che siano trascorsi cinque anni dall’acquisto medesimo.
La decadenza può essere evitata se almeno uno degli altri soci provveda ad iscriversi all’apposita gestione dell’INPS, provvedendo a soddisfare tutti i requisiti richiesti nei commi 1 e 3 dell’art. 1, del D.Lgs n. 99 del 2004, prima o contestualmente alla fuoriuscita o alla cancellazione dall’INPS dell’originario socio in possesso della qualifica IAP .

In caso contrario, infatti, la società non avrà più natura di società agricola e, di conseguenza, per la stessa si verificherà la decadenza dalle agevolazioni fiscali non essendo ancora trascorsi cinque anni dall’acquisto del terreno.

Tuttavia, secondo lo Studio n. 67/2005/T del Consiglio Nazionale del Notariato, approvato dalla Commissione Studi Tributari il 22 luglio 2005, in queste situazioni, un congruo correttivo alla indiscriminata possibilità di conservare le agevolazioni o di perderle senza possibilità di riparare, è quello di ritenere sussistente un obbligo di “rimpiazzo” del socio IAP uscente con un altro socio in possesso di tale requisito, nel rispetto del principio di “ragionevolezza”. Solo in caso di decesso dell’unico socio IAP, invece, ad avviso del citato Studio n. 67/2005/T, non si determina la decadenza dalle agevolazioni per la società e, del pari, non sussiste alcun obbligo di “rimpiazzo”.

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