Caporalato: via libera dal Senato al ddl

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È stato approvato con 190 sì, nessun voto contrario, 32 astenuti, il disegno di legge (ddl n. 2217) contro il fenomeno del caporalato. Il provvedimento passa ora alla Camera.

La relatrice, Maria Grazia Gatti (Pd), nella relazione con la quale è stata avviata giovedì scorso la discussione dell’assemblea, ha sottolineato la preoccupante diffusione di questa piaga sociale che, secondo le stime, coinvolge “circa 400mila lavoratori in Italia, sia italiani che stranieri, ed è diffuso in tutte le aree del paese e in settori dell’agricoltura molto diversi dal punto di vista della redditività”.

Le novità principali riguardano gli strumenti di contrasto civili e penali; sono previsti infatti: la confisca dei beni come avviene con le organizzazioni criminali mafiose, l’arresto in flagranza, l’estensione della responsabilità degli enti.

Il disegno di legge interviene in maniera decisa sul piano repressivo, poiché riscrive il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, affrontando anche il tema della prevenzione e delle politiche di contrasto, attraverso un piano di interventi a supporto dei lavoratori che svolgono attività stagionale di raccolta dei prodotti agricoli. In particolare, l’articolo 1 modifica l’articolo 603-bis del codice penale prevedendo la pena della reclusione da uno a sei anni per l’intermediario e per il datore di lavoro che sfrutti i lavoratori approfittando del loro stato di bisogno; se i fatti sono commessi mediante violenza e minaccia, la pena aumenta da cinque a otto anni ed è previsto l’arresto in flagranza.

Ci sono poi indennizzi per le vittime e viene rafforzata la operatività della Rete del lavoro agricolo di qualità, che attraverso il Decreto Competitività, mira al riconoscimento e alla valorizzazione pubblica dell’eticità dell’impresa regolare. La rete sarà articolata in sezioni territoriali volte a garantire una modulazione a livello locale dei servizi per l’impiego.

Testo del DdL [pdf]

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