Il contratto di apprendistato : le modifiche apportate dalla legge di conversione

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Il D.L. 20 marzo 2014, n.34, con numerose modifiche, è stato convertito con la legge n.78 del 16 maggio 2014 pubblicata nella G.U. n.114 del 19 maggio 2014. Vediamo le principali novità per il contratto di apprendistato:

Limiti contrattuali all’obbligo di stabilizzazione

In ordine alla stabilizzazione degli apprendisti, ovvero alla loro conversione a tempo indeterminato al termine del periodo di apprendistato, si ricorda che il D.L. n.34/2014 aveva abrogato l’obbligo legale di stabilizzare una certa percentuale di apprendisti quale condizione per stipulare nuovi contratti di apprendistato.

La legge di conversione del Decreto ha “reintrodotto” la percentuale di stabilizzazione nella misura del 20% degli apprendisti dipendenti dello stesso datore di lavoro nei 36 mesi precedenti, applicabile, però, solo nelle aziende con più di 50 dipendenti. Dal computo sono esclusi i rapporti di lavoro cessati durante il periodo di prova, per dimissioni o per licenziamento per giusta causa.

Tuttavia, la legge rimette espressamente ai contratti collettivi di lavoro, stipulati a livello nazionale dalle associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, l’individuazione di limiti diversi (sia inferiori che superiori) dalla percentuale legale di stabilizzazione richiesta per l’assunzione di nuovi apprendisti da parte dei datori di lavoro che occupano almeno 50 dipendenti.

I contratti di apprendistato stipulati tra il 21/03/2014 e la data di conversione del D.L. n. 34/2014 senza l’osservanza della percentuale di stabilizzazione dei contratti di apprendistato nei 36 mesi precedenti, non potranno essere oggetto di sanzioni in quanto avviati nel periodo di vigenza del Decreto ante conversione, durante il quale non esisteva l’obbligo in parola a causa di specifica abrogazione.

Piano formativo

La legge di conversione ha reinserito l’obbligo della “forma scritta” del piano formativo che era stata eliminata dal D.L. n.34/2014, prevedendo, in un’ottica di semplificazione, la stesura di un piano formativo sintetico, definito anche sulla base di moduli e formulari stabiliti dalla contrattazione collettiva o dagli enti bilaterali.

I contratti di apprendistato stipulati in vigenza del Decreto senza la stesura di un piano formativo individuale facente parte integrante del contratto stesso, mantengono piena legittimità.

La fattispecie dunque non potrà essere sanzionata anche ai sensi e per gli effetti della norma di salvaguardia di cui all’articolo 2-bis inserita nella legge di conversione e destinata, in maniera specifica, a regolare le problematiche di diritto transitorio.

Libretto formativo

E’ possibile ovviare alla mancanza del libretto formativo indicando il percorso formativo svolto, mediante annotazione dell’attività espletata su un registro del datore di lavoro, senza particolari formalità; tale registro sarà oggetto di verifica da parte del personale ispettivo, mediante i riscontri di carattere documentale nonché di dichiarazioni dei lavoratori, al fine di constatarne la conformità con il piano formativo individuale dell’apprendista.

Alla luce di quanto richiamato, sembra opportuno per le aziende, ancorchè non obbligate, predisporre un piano formativo, anche di tipo sintetico, che possa rendere la gestione operativa del contratto di apprendistato in linea con gli effetti derivanti dalle norme contenute nella legge di conversione e con quanto previsto nel Testo Unico.

Offerta formativa pubblica e retribuzione

A differenza del testo originario del D.L. 34/2014, è stato reintrodotto l’obbligo per il datore di lavoro di integrare la formazione professionalizzante con l’offerta formativa pubblica. A tal fine la Regione deve comunicare al datore di lavoro, entro 45 giorni, dalla comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro, le modalità di svolgimento della formazione trasversale, anche con riferimento alle sedi ed al calendario delle attività previste avvalendosi anche dei datori di lavoro e delle loro associazioni che si siano dichiarate disponibili, ai sensi delle linee guida adottate dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano in data 20 febbraio 2014 (nella normativa previgente la formazione pubblica regionale era obbligatoria, mentre nel testo originario del decreto-legge era lasciata al datore di lavoro la facoltà di non avvalersene).

Per quanto attiene, infine, alla “retribuzione dell’apprendista”, fatta salva l’autonomia della contrattazione collettiva, si prevede che, in considerazione della componente formativa del contratto di apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale, si debba tener conto delle ore di formazione almeno in misura del 35% del relativo monte ore complessivo.

pdf-icon  Allegati: Legge n.78 del 16 maggio 2014

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Marialuisa Santoro
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