Pronto il Jobs Act del lavoro autonomo e dello smart work [esclusiva]

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(A cura di Angelo Raffaele Marmo)

Ora che c’è anche un nuovo sottosegretario nominato ad hoc, come è il professore bocconiano Tommaso Nannicini, il Jobs Act del lavoro autonomo cosiddetto non imprenditoriale e dello smart work o lavoro «agile» può davvero decollare. L’appuntamento è per il consiglio dei ministri di questa settimana. E, una volta varato dal governo, il disegno di legge, essendo «collegato» alla legge di Stabilità, avrà una corsia preferenziale. Tanto che si ritiene probabile la sua trasformazione in legge entro il mese di giugno.

Anticipiamo qui i contenuti della bozza del provvedimento, al quale peraltro hanno lavorato proprio Nannicini, in qualità di consigliere economico di Matteo Renzi, e Maurizio Del Conte, autore del primo Jobs Act sul lavoro dipendente e oggi Presidente dell’Anpal, l’Agenzia nazionale per le politiche attive.

Il disegno si articola in due titoli e 22 articoli e fin dall’intestazione definisce chiaramente il suo ambito di riferimento: «Norme per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato».

«Vogliamo consentire alle partite Iva di fare semplicemente il proprio lavoro», ha spiegato Renzi annunciando il progetto.

La prima area di riferimento riguarda i professionisti e i lavoratori autonomi con partita Iva, ma non gli imprenditori iscritti alla Camera di commercio. Per i soggetti individuati, sul versante dei compensi, si prevede innanzitutto la possibilità di sottoscrivere una polizza assicurativa che li tuteli contro il ritardo nei pagamenti delle fatture, con l’ulteriore corollario relativo alla facoltà di portare in detrazione i premi pagati. Si tratta di una garanzia contro il ritardo nei pagamenti.

Il ddl, poi, indica le clausole, inserite o imposte dal committente, da considerare abusive, vessatorie e illecite: sono tali quelle sul recesso dal contratto senza congruo preavviso da parte del committente o che stabiliscono termini di pagamento troppo lunghi, superiori ai 60/90 giorni.

Salvaguardati i diritti relativi all’utilizzazione economica delle opere dell’ingegno e delle invenzioni del lavoratore, sono ampliati anche i limiti per la deducibilità delle spese per la formazione: in tutto è fissato un tetto di 15 mila euro.

Centri per l’impiego e Agenzie per il lavoro, a loro volta, devono costituire sportelli dedicati all’incontro tra domanda e offerta di lavoro autonomo. Mentre le amministrazioni pubbliche devono permettere la partecipazione dei professionisti e delle partite Iva ai bandi, anche europei.

E’ previsto ancora il rafforzamento delle tutele in caso di gravidanza e malattia: la prestazione lavorativa si sospende per un periodo fino a 150 giorni, senza che l’assenza determini l’estinzione del rapporto di lavoro. In più se la malattia o l’infortunio superano i 60 giorni, il lavoratore autonomo può sospendere il versamento dei contributi per tutta la durata del periodo, fino a un massimo di due anni. La restituzione del debito previdenziale maturato potrà avvenire per rate nell’arco di un periodo pari a tre volte quello di sospensione dell’attività professionale. Ugualmente previsti l’indennità di maternità e i congedi parentali.

Chiariti, infine, anche alcuni profili relativi alle collaborazioni coordinate e continuative: si stabilisce che rimangono autonome le collaborazioni dove le parti, sin dal contratto, si mettono d’accordo per concordare modalità di tempo e luogo della prestazione.

Veniamo ora la lavoro «agile» o allo «smart work». Il ddl definisce in primo luogo che cosa si intende con questa formula. Si tratta di una «modalità flessibile di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato, con lo scopo di incrementarne la produttività e agevolare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro». Nello specifico, il lavoro agile consiste «in una prestazione di lavoro subordinato che si svolge con le seguenti modalità: a) esecuzione della prestazione lavorativa in parte all’interno dei locali aziendali e in parte all’esterno, ed entro i soli limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale, derivanti dalla legge e dalla contrattazione collettiva; b) possibilità di utilizzo di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell’attività lavorativa; c) assenza di una postazione fissa durante i periodi di lavoro svolti all’esterno dei locali aziendali».

Definito il lavoro agile, le nuove norme stabiliscono che il lavoratore conserva pieni diritti: la retribuzione è la stessa degli altri colleghi che lavorano esclusivamente in azienda (a parità di mansioni), senza penalizzazioni di carriera; vanno garantiti i normali tempi di riposo. Sarà compito dell’impresa, poi, la tutela della sicurezza del lavoratore in modalità agile: in caso di infortunio, scatta ugualmente l’assicurazione dell’Inail.

Estesi al lavoro agile, infine, gli incentivi fiscali e contributivi previsti dalla legge di Stabilità in relazione agli incrementi di produttività.

Leggi la “bozza preliminare” del disegno di legge

*aggiornamento articolo del  01/02/2016

Come anticipato, il governo ha dato il via libera al disegno di legge sul lavoro autonomo cosiddetto non imprenditoriale e sul lavoro «agile». A seguire, dello stesso autore, l’articolo aggiornato:

“Smart work e lavoro autonomo: la doppia sfida per Agenzie e Centri per l’impiego”

 

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Angelo Raffaele Marmo

A cura di : Angelo Raffaele Marmo

Angelo Raffaele Marmo è giornalista, scrittore, esperto di welfare. Laureato con lode in Scienze Politiche alla Luiss di Roma, ha lavorato come giornalista economico alla redazione romana de Il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno. Dal 2001 al 2008 è stato il capo della redazione romana dei tre giornali. Dal 2008 al 2011 è stato capo ufficio stampa e portavoce del Ministro del Lavoro. Dal 2010 al 2013 è stato Direttore generale della comunicazione in materia di lavoro del Ministero del Welfare. Attualmente è Direttore della comunicazione e relazioni istituzionali della Fondazione Enasarco. Cura il canale «Le nostre pensioni» per il portale www.quotidiano.net Scrive di economia e politica per il Quotidiano nazionale. E’ direttore editoriale della rivista dell’Inas-Cisl «Nuove tutele». Ha fondato con altri soci la start up www.miowelfare.it, di cui è Presidente. Ha scritto: Lavorare in affitto (Franco Angeli, 1999); Lavoro interinale, Guida al contratto (Edizioni Lavoro, 2003); Anni flessibili (Edizioni lavoro, 2008); Le nuove pensioni (Oscar Mondadori, 2012).

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