Per licenziare un lavoratore che ha raggiunto l’età pensionabile di vecchiaia, l’azienda deve attendere il raggiungimento dei 70 anni?

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L’azienda può risolvere il rapporto di lavoro con un licenziamento “ad nutum” al raggiungimento dei requisiti pensionistici di vecchiaia del lavoratore (2016: 66 anni e 7 mesi). Il datore di lavoro avrebbe esclusivamente l’obbligo del preavviso.
L’eventuale continuazione oltre tale data deve essere condivisa dalle parti. L’interpretazione postula dalla sentenza n. 17589/2015, della Corte di Cassazione a Sezioni Unite che ha affermato che non sussiste un diritto del lavoratore alla prosecuzione del rapporto di lavoro fino a 70 anni, in quanto la norma offre solo la “possibilità che, grazie all’operare di coefficienti di trasformazione calcolati fino a 70 anni, si creino le condizioni per consentire ai lavoratori interessati la prosecuzione del rapporto di lavoro oltre i limiti previsti dalla disciplina del settore”, ma sempreché vi sia una concorde valutazione delle parti (datore di lavoro e dipendente) “sulla base di una reciproca valutazione di interessi”.

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Roberto Camera

A cura di : Roberto Camera

Funzionario dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro e relatore in convegni sulla gestione del personale. Ha creato, ed attualmente cura, il sito internet http://www.dottrinalavoro.it in materia di lavoro. (*Le considerazioni sono frutto esclusivo del pensiero dell’autore e non hanno carattere in alcun modo impegnativo per l’Amministrazione di appartenenza)

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