Caporalato piaga del Sud «Un codice per la legalità»

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Tra luglio e settembre 2015 i braccianti agricoli morti per il caldo sono stati oltre dieci. Vittime in Puglia, Calabria e Sicilia, storie drammatiche.
II 25 giugno prossimo a Bari i sindacati hanno organizzato una manifestazione contro il caporalato. Recentemente il protocollo sperimentale contro il caporalato e lo sfruttamento lavorativo in agricoltura è stato firmato dai ministri del Lavoro, dell’Interno, delle Politiche Agricole con i rappresentanti di delle 5 regioni interessate, sindacati e associazioni. Ma Michele Amoroso, ad di Generazione Vincente (un’agenzia per il lavoro con sede legale a Napoli che opera dal 1998 sul mercato italiano), mette in evidenza il mancato coinvolgimento delle Agenzia per il lavoro, pubbliche e private.
Dice Amoroso: «Un’assenza scandalosa, per quelle private», mentre quelle pubbliche sono state rappresentate dalle Regioni. Spiega: «Le Agenzie per il lavoro sono quelle aziende che in maniera lecita e trasparente, sotto l’egida e l’occhio attento del Ministero del Lavoro, intermediano oltre mezzo milione di lavoratori ogni giorno in Italia in tutti i settori da quasi venti anni». In campo per combattere la «mafiosità» del caporalato. Prosegue Amoroso: «Le Agenzie potrebbero, come sta facendo Generazione Vincente, adottare un “codice per la legalità” che preveda, ad esempio, il pagamento delle retribuzioni in unica soluzione esclusivamente con bonifico bancario al fine di evitare i “finti acconti” in busta paga utili ad abbassare il salario e ridurlo, così, alle “p(i)aghe di piazza” adottate da molte aziende. Oppure prevedere il trasporto gratuito da e verso i luoghi di lavoro per i lavoratori utilizzando solo agenzie di viaggio accreditate che rispondano a severi requisiti di qualità, aprire numerosi sportelli e filiali per il reclutamento e l’informazione dei lavoratori direttamente sui territori al fine di essere loro vicini ed essere alternativa legale di riferimento per chi cerca lavoro affrancandolo dall’asfissiante presenza di caporali».
Conclude: «Potrebbero le Agenzie, prevedere un numero telefonico a cui i lavoratori possono rivolgersi per segnalare abusi, anomalie, gestito da psicologi del lavoro pronti a denunciare e bloccare fenomeni malevoli, prevedere la presenza su ogni luogo di lavoro di persone formate al “primo soccorso”, di disporre di acqua potabile gratuita, potrebbero anche provvedere a formare sulla sicurezza tutti i lavoratori avviati, etc. La proposta è quella di porre mano ad un “contratto sperimentale di somministrazione di lavoro in agricoltura”, sia a livello nazionale che provinciale, in modo da strutturare uno strumento legale condiviso di intermediazione garante di tutti i soggetti in campo, capace di essere interprete delle esigenze di legalità e di garanzie sociali in equilibrio con la necessità di competitività delle nostre aziende agricole».

 Fonte: Corriere del Mezzogiorno | Economia di Lunedi 13 Giugno 2016, pagina 2
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