La lotta al caporalato anche con le Agenzie per il Lavoro. Amoroso : «non siano escluse» [Intervista]

michele-amoroso«La recente firma del “protocollo sperimentale contro il caporalato e lo sfruttamento lavorativo in agricoltura” da parte dei ministri del Lavoro, dell’Interno, delle Politiche agricole oltre che dai rappresentanti delle cinque regioni interessate dal fenomeno (solo cinque?) e dell’Ispettorato del lavoro, delle Acli, Caritas, Croce rossa, Associazione Libera, Alleanza delle cooperative, Coldiretti, Confagricoltura, Cia, Copagri, Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil ha visto una clamorosa assenza: le Agenzie per il lavoro, pubbliche e private ». Ad affermarlo Michele Amoroso, A.U. di Generazione Vincente S.p.A.

« Se le prime, le pubbliche, intese queste come i centri pubblici per l’impiego – aggiunge – sono state in qualche modo rappresentate dalle Regioni che ne hanno assorbito la gestione in seguito al processo di abolizione delle provincie, resta assoluta ed a mio avviso scandalosa l’assenza al Tavolo delle Agenzie per il lavoro private. Le Agenzie per il lavoro sono quelle aziende che in maniera lecita e trasparente, sotto l’egida e l’occhio attento del ministero del Lavoro, intermediano oltre mezzo milione di lavoratori ogni giorno in Italia in tutti i settori da quasi venti anni».

«Ed è singolare-dice ancora Amoroso-che proprio gli attori autorizzati alla intermediazione di lavoro siano esclusi dalla lotta ad un fenomeno che evidentemente non è propriamente compreso in tutti i suoi aspetti. II ragionamento è banale: se il caporale è il riferimento “naturale” sul territorio dei lavoratori e delle aziende per le varie attività stagionali, se è vero (come è vero) che questi soggetti siano troppo spesso intrisi di “mafiosità” varie e che gestiscono, praticamente indisturbati in varie forme e modi, un mercato del lavoro che coinvolge centinaia di migliaia di lavoratori in maniera irregolare, se è vero che le paghe praticate sono quelle dette “di piazza” o “concordate” più basse di quelle da contratti collettivi nazionali e provinciali, perché escludere le Agenzie per il Lavoro quale antidoto legale?».

«Le Agenzie potrebbero, come sta facendo Generazione Vincente S.p.A. – è il pensiero dell’ad della società – adottare un “codice per la Legalità” che preveda, ad esempio, il pagamento delle retribuzioni in unica soluzione esclusivamente con bonifico bancario al fine di evitare i “finti acconti” in busta paga utili ad abbassare il salario e ridurlo, così, alle “p(i)aghe di piazza” adottate da molte aziende. Oppure – continua Amoroso – prevedere il trasporto gratuito da e verso i luoghi di lavoro per i lavoratori utilizzando solo agenzie di viaggio accreditate che rispondano a severi requisiti di qualità, aprire numerosi sportelli e filiali per il reclutamento e l’informazione dei lavoratori direttamente sui territori al fine di essere loro vicini ed essere alternativa legale di riferimento per chi cerca lavoro affrancandolo dall’asfissiante presenza di caporali».

«Potrebbero le Agenzie – spiega l’ad – prevedere un numero telefonico a cui i lavoratori possono rivolgersi per segnalare abusi, anomalie, gestito da psicologi del lavoro pronti a denunciare e bloccare fenomeni malevoli. Ancora potrebbero prevedere la presenza su ogni luogo di lavoro la presenza di persone formate al “primo soccorso”, di disporre di acqua potabile gratuita, potrebbero anche provvedere a formare sulla sicurezza tutti i lavoratori avviati, etc.».

«La proposta – illustra Amorosoè quella di porre mano ad un “contratto sperimentale di somministrazione di lavoro in agricoltura“, sia a livello nazionale che provinciale, in modo da strutturare uno strumento legale condiviso di intermediazione garante di tutti i soggetti in campo, capace di essere interprete delle esigenze di legalità e di garanzie sociali in equilibrio con la necessità di competitività delle nostre aziende agricole. Quindi, l’invito e l’augurio è duplice: da un lato alle istituzioni, ministero del Lavoro, degli interni e delle Politiche Agricole in primis a considerare le Agenzie per il lavoro un fattore chiave di successo per la lotta al caporalato ed allo sfruttamento lavorativo in agricoltura e poi ad Assolavoro, ai sindacati datoriali e dei lavoratori di categoria ed alle singole Agenzie per il lavoro ad assumere il coraggio di aumentare fortemente la presenza nei territori interessati dal fenomeno per contribuire, ancora una volta, al miglioramento delle condizioni di lavoroedi vita di migliaia di lavoratori come fatto in quasi venti anni in tutto il Paese, perché – conclude – sia chiaro per tutti che siamo Uomini e non caporali.

Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno di Martedi 8 Giugno 2016, pagina 14
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